Questo post nasce da una riflessione che ho fatto in questi giorni, parlando di lavoro e di precarietà tra i ragazzi che conosco e con i quali condivido lavoro e vita privata. La domanda che mi sono posta è:" Ma i ragazzi sentono davvero il bisogno di un posto di lavoro sicuro? Hanno davvero voglia di cambiare le cose e di smetterla di essere precari?" Ho di fronte diversi casi. C'è il trentenne con una bambina in arrivo e un mutuo di 1200 euro al mese per 30 anni che si permette di rfiutare un contratto a tempo indeterminato, c'è il ragazzo che vive ancora i genitori nonostante i 33 anni suonati, che si accontenta di un part-time e che si lamenta di voler cambiare lavoro ma che non fa nulla per cambiarlo; c'è il ragazzo che lascia un lavoro da 1200 euro al mese per quattro giorni a settimana e che smette di lavorare se il ristorante in cui deve fare il cameriere non gli consente di arrivare a casa con un solo autobus, c'è chi dice "meglio disoccupata che in call center" (tanto mamma e papà continuano a mandare i soldi e a mantenere la figlioletta adorata da 7 anni circa). C'è quella che dice" me ne vado se non ottengo un contratto almeno annuale" e poi resta lì dov'è con rinnovi contrattuali di 5 giorni escluso weekend. C'è anche quella laureata e specializzata che in attesa del lavoro dei sogni si fa mantenere dai genitori come se nulla fosse; e c'è anche quello che non si presenta ad un colloquio e non avvisa il datore di lavoro che lo sta aspettando, oppure che dopo 10 minuti di prova se ne va arrendendosi e dichiarando che non pensava fosse così stancante.
Certamente questi sono alcuni casi, e non è giusto generalizzare. Ci sono tanti ragazzi che pur di lavorare e di non pesare sulla famiglia fanno veramente di tutto, senza troppe pretese. Quello che voglio dire però è che attorno a me vedo una generazione pigra, stanca ancor prima di cominciare a lavorare. Eppure abbiamo diritti che la generazione dei nostri nonni e anche padri sognava. Abbiamo la possibilità di staccare dopo 8 ore e di chiedere un giorno di permesso ferie se siamo stanchi o vogliano semplicemente prenderci una piccola pausa. Eppure non so. Non mi rispecchio nella mia generazione. Io ho voglia di lavorare e di fare qualsiasi cosa mi venga proposta pur di non chiedere soldi ai miei genitori. E sono preoccupata per il mio futuro, tanto da non sognarmi nemmeno lontanamente di rifiutare un contratto a tempo indeterminato( qualora mi venisse proposto).
Sto esagerando? Forse, ma a quale futuro possiamo aspirare se non abbiamo voglia di costruirne uno?
mercoledì 21 ottobre 2009
mercoledì 14 ottobre 2009
Convivio
Faccio ufficialmente parte della categoria "conviventi". Da inizio ottobre. Contemporaneamente all'inizio di questa nuova esperienza mia sorella sta cercando di capire se ama ancora l'uomo che vive con lei da otto anni. E' paradossale che io sia così felice di vivere con Emanuele mentre lei sta cercando di non mandare tutto a puttane e di non impazzire. Lei che è sempre stata innamorata pazza di lui. Lei che voleva sposarsi, avere bambini e mettere su una famiglia. Lei così matura e preparata anche se più piccola di me di quasi 3 anni. Ed io invece? Io così restia a matrimoni e regole. Io sempre cinica e distaccata. Io che stamattina avevo freddo nel letto senza di lui. Vorrei poter condividere la mia felicità con lei, la mia amata sorella, la mia migliore amica. E non posso. Non me la sento di dirle che sono felice e che sono innamorata pazza. Come faccio? Come faccio a dirle che per me è iniziato un periodo di felicità reale, un periodo in cui non devo più prendere un treno per vederlo, un periodo in cui non abbiamo più i giorni contati ma abbiamo giorni pieni e lunghi fatti per noi?
Non sono serena al 100% se mia sorella non lo è.
Non sono serena al 100% se mia sorella non lo è.
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venerdì 25 settembre 2009
Tutta la vita in un film(o in un libro)
Ho notato una cosa. Oggi sull'autobus. Ho notato che tendo ad associare le persone che incontro o che conosco a personaggi di film e libri letti. C'era una donna sull'autobus, una donna matura, di una certa età. Era truccata da adolescente, in modo quasi osceno. E aveva un non so che di sbagliato in quelle ciabatte da cui spuntavano le dita dei piedi vistosamente dipinte di rosa shocking. E aveva la gobba, una raggrinzita gobba messa in mostra da una maglietta molto scollata che lasciava vedere due seni grandi e cadenti. E aveva un rossetto molto vistoso, sempre rosa shocking. Forse l'ha scelto pensando di essere più carina abbinando uno smalto ed un rossetto. Mi ha ricordato immediatamente un personaggio del cartone animato "La città incantata" di Hayao Miyazaki. Se lo avete visto sapete di chi sto parlando( e se non lo avete visto dovete assolutamente rimediare perchè ne rimarrete affascinati) Parlo della maga Yubaba, che tiene in scacco la Città Incantata, soggiogata al suo potere. Quella donna mi ha ricordato Yubaba, dall'aspetto arcigno e malevolo...anche lei oscenamente agghindata e inaspettatamente sottomessa al figlioletto di due anni. Ma la donna sull'autobus non è la sola a ricordarmi personaggi appartenenti a romanzi. C'è il migliore amico di Emanuele, che mi ricorda il protagonista di Into the Wild, c'è Alessandro, che mi ricorda moltissimo Saltatempo di Stefano Benni. E poi c'è un vecchio che incontro spesso sull'autobus, sempre un po' ubriaco...o forse solo assonnato. Lui è un personaggio di qualche libro horror di King. Uno di quelli che potrebbe anche fare paura davvero.
E io chi sono? Chissà se qualcuno mi guarda pensando che io assomiglio a qualche ragazza incontrata nei romanzi o sullo schermo.... Spero almeno di essere qualche eroina oppure come mi ha detto una volta qualcuno di assomigliare a Margherita Dolcevita.
E io chi sono? Chissà se qualcuno mi guarda pensando che io assomiglio a qualche ragazza incontrata nei romanzi o sullo schermo.... Spero almeno di essere qualche eroina oppure come mi ha detto una volta qualcuno di assomigliare a Margherita Dolcevita.
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venerdì 28 agosto 2009
Questione di punti di vista.
Dove lavoro è arrivata da qualche mese una ragazza di Aosta. L'ho vista per la prima volta al bar sotto all'ufficio. Strizzata in un paio di jeans aderenti indossava un paio di scarpe col tacco e una camicetta aderente. Molto carina. Sexy. Fisico asciutto e longilineo, di quelli che per dirla tutta io non riuscirò mai ad ottenere.
L'ho sempre guardata sfoggiare abitini aderenti alla Audrey Hapburn, guardandola con un po'di invidia per quel modo di portare i vestiti. Poi ci siamo presentate e abbiamo chiacchierato un po'. O per dirla tutta, ha chiacchierato da sola. Dopo nemmeno cinque minuti ho capito che ha un cervello proporzionato al peso corporeo, e forse anche meno. Louise Vuitton, colleziono borse da 500 euro, mia mamma non vuole che dico le parolacce, non posso nemmeno dire li mortacci tua, sai io vivo ad Aosta ma ho casa anche a Milano, sai poi Louis Vuitton fa borse di plastica ma cosa vuoi son sempre di Vuitton, mia mamma mi dice che da quando vivo a Roma sono diventata una burina ahahahahahah, sai che prima facevo la responsabile del settore vendite di Max Mara e io queste cose le so, il mio fidanzato dice che posso lavorare anche part time perchè tanto non ci son problemi.
Io la guardavo e pensavo" Cazzo, sei completamente idiota" e mi sono sorpresa a pensare che da lontano la guardavo pensando a quanto fosse bella con quei vestiti addosso che la fasciavano. Peccato che il cervello non si possa fasciare in un vestito di Vuitton, forse sembrerebbe migliore...ma dopo tutto è solo plastica.
L'ho sempre guardata sfoggiare abitini aderenti alla Audrey Hapburn, guardandola con un po'di invidia per quel modo di portare i vestiti. Poi ci siamo presentate e abbiamo chiacchierato un po'. O per dirla tutta, ha chiacchierato da sola. Dopo nemmeno cinque minuti ho capito che ha un cervello proporzionato al peso corporeo, e forse anche meno. Louise Vuitton, colleziono borse da 500 euro, mia mamma non vuole che dico le parolacce, non posso nemmeno dire li mortacci tua, sai io vivo ad Aosta ma ho casa anche a Milano, sai poi Louis Vuitton fa borse di plastica ma cosa vuoi son sempre di Vuitton, mia mamma mi dice che da quando vivo a Roma sono diventata una burina ahahahahahah, sai che prima facevo la responsabile del settore vendite di Max Mara e io queste cose le so, il mio fidanzato dice che posso lavorare anche part time perchè tanto non ci son problemi.
Io la guardavo e pensavo" Cazzo, sei completamente idiota" e mi sono sorpresa a pensare che da lontano la guardavo pensando a quanto fosse bella con quei vestiti addosso che la fasciavano. Peccato che il cervello non si possa fasciare in un vestito di Vuitton, forse sembrerebbe migliore...ma dopo tutto è solo plastica.
venerdì 21 agosto 2009
Diritti e doveri di una Silvia qualunque.
Oggi ho provato vergogna di me stessa. Perchè? Perchè gli Afghani sono andati a votare nonostante ci siano stati 73 attacchi in 15 province. Le vittime degli attacchi sono state 26 tra le quali sei ragazze di una stessa povera famiglia di Kandahar la cui casa è stata centrata da un razzo. Il ministero della Difesa ha reso noto che tra le vittime vi sono otto militari e che in totale gli incidenti registrati nella giornata di voto sono stati 135. Il ministro dell'Interno ha annunciato che sono rimasti uccisi anche «nove civili innocenti e nove agenti di polizia». Ma nonostante la paura, la gente si è messa in coda per eleggere il nuovo presidente del Paese.
Gli Afghani sono andati a votare mettendo a repentaglio la propria vita, hanno votato per cambiare e forse migliorare il paese di cui sono cittadini. Sono andati a votare in 17 milioni. Lasciate che provi vergogna di me stessa. Non ho votato nelle ultime due elezioni governative, ho scelto di non votare rinunciando volontariamente e consapevolmente ad un mio diritto e dovere. Ho sbagliato ma ero troppo presa dalla mia insoddisfazione e stanchezza e rabbia e disgusto per la nostra casta. Ed invece avrei dovuto farlo, perchè porca puttana in Italia le donne possono votare solo dal 1946 e perchè il voto è uno dei pochi modi che abbiamo per decidere cosa sia democratico e cosa no. Ci ho rinunciato per mancanza di passione e per pigrizia. E oggi mentre pranzavo ho visto alcune donne afghane in tv, avvolte in un burqa azzurro, sembrano quasi fantasmi a guardarle da fuori. Eppure non lo sono. Hanno il potere di cambiare le cose e possono far sentire la propria voce attraverso il voto. Forse qui il fantasma sono io, anche se non indosso il burqa e non vengo minacciata di morte se decido di esprimere un voto che mi spetta di diritto.
Quindi si, lasciate che mi vergogni di me stessa.
Gli Afghani sono andati a votare mettendo a repentaglio la propria vita, hanno votato per cambiare e forse migliorare il paese di cui sono cittadini. Sono andati a votare in 17 milioni. Lasciate che provi vergogna di me stessa. Non ho votato nelle ultime due elezioni governative, ho scelto di non votare rinunciando volontariamente e consapevolmente ad un mio diritto e dovere. Ho sbagliato ma ero troppo presa dalla mia insoddisfazione e stanchezza e rabbia e disgusto per la nostra casta. Ed invece avrei dovuto farlo, perchè porca puttana in Italia le donne possono votare solo dal 1946 e perchè il voto è uno dei pochi modi che abbiamo per decidere cosa sia democratico e cosa no. Ci ho rinunciato per mancanza di passione e per pigrizia. E oggi mentre pranzavo ho visto alcune donne afghane in tv, avvolte in un burqa azzurro, sembrano quasi fantasmi a guardarle da fuori. Eppure non lo sono. Hanno il potere di cambiare le cose e possono far sentire la propria voce attraverso il voto. Forse qui il fantasma sono io, anche se non indosso il burqa e non vengo minacciata di morte se decido di esprimere un voto che mi spetta di diritto.
Quindi si, lasciate che mi vergogni di me stessa.
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sabato 25 luglio 2009
Vento d'estate
Tempo di vacanze, tempo di partenze. Tempo di valigie da fare e di ultime compere approfittando dei saldi. Tempo di viaggi in treno verso il mare, verso casa. Quest'anno più che mai sento il bisogno di tornare a casa mia. Saranno due settimane di sole, di mare, di barche ormeggiate in piccoli porti liguri, di focaccia e di melone. Saranno due settimane di nuotate in acque che mi mancheranno per il resto dell'anno, di caffè sorseggiati guardando il sole che scende. Saranno due settimane di relax, per staccare dal caos di Roma. Saranno due settimane di cene gustate guardando il mare da casa mia, di treni regionali che corrono lenti verso spiagge che mi sono mancate tanto da sentirle nella pancia. Sarà un ritorno da mia nonna, perchè voglio farle conoscere Emanuele e perchè non so per quanto tempo ancora potrò tornare da lei. Saranno due settimane di fotografie scattate al mio mare, alla mia liguria, a luoghi che sento miei in modo quasi tossico.
Saranno anche due settimane di qualche nervosismo, ma ho lui con me, e so che quei momenti non rovineranno il mio ritorno a casa.
Ci si vede a settembre, buone vacanze a tutti.
Saranno anche due settimane di qualche nervosismo, ma ho lui con me, e so che quei momenti non rovineranno il mio ritorno a casa.
Ci si vede a settembre, buone vacanze a tutti.
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martedì 7 luglio 2009
Seduta in riva al fosso
Luciano Ligabue accompagna la mia vita dall'adolescenza. Ci ho riflettuto stasera, guardando un suo concerto all'Arena di Verona trasmesso su Italia 1. Ho ascoltato Ligabue dalla bocca del ragazzo di cui ero cotta quando avevo 14 anni. Mi teneva sulle sue gambe e cantava a squarciagola Certe Notti. Era un Ligabue ancora di nicchia, forse non riempiva ancora gli stadi. E poi una sera, canticchiando quella canzone Andrea mi ha baciato lasciandomi senza fiato. Ho amato Ligabue, ho ascoltato le sue canzoni centinaia di volte senza mai trovarle banali o senza stancarmi. Ha calmato le mie notti piene di lacrime, mentre ascoltavo i miei genitori urlare al piano di sopra. Mettevo una cassetta prima ed un cd poi e mi addormentavo con le cuffie nelle orecchie e Ligabue a cullarmi. L'ho ascoltato al liceo innamorandomi anche del suo aspetto fisico, un po' presa in giro dalle mie compagne di classe che era pazze dei Take That e delle Spice Girls. L'ho seguito crescendo con lui, comprando i suoi dischi e tenendoli con cura. Riascoltandoli dopo mesi o anni ho scoperto nuovi significati, ho amato il suo chitarrista Fede Poggipollini, sempre con lui, sempre in prima fila. Non mi ha mai deluso, non ho mai ascoltato una sua canzone pensando che potesse fare di meglio. L'ho amato anche quando il mio ex ragazzo mi diceva che ero ossessiva e che non capiva cosa ci trovassi. E l'ho riscoperto con Emanuele, che lo ama come me. Ci piace cantare in macchina, mentre andiamo a mangiarci una pizza o a prendere un cornetto a Piazzale Tecchio. Ci piace da impazzire e ci ritroviamo a parlare di lui e di come accompagni le nostre vite e la nostra storia. Grazie Liga. Meno male che ci sei tu.
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