mercoledì 4 febbraio 2009
Curiosità inaspettate
Qualche giorno fa ho deciso di inserire sul mio blog una lista che permette di visualizzare le chiavi di ricerca utilizzate per arrivare al mio blog. Mi sono resa conto che benchè abbia parlato di argomenti attuali come la striscia di Gaza o di cinema o di letteratura la chiave di ricerca utilizzata praticamente ogni giorno è" sognare gatti". Che gli italiani siano sognatori accaniti di gatti? Boh. Però la cosa mi ha incuriosito.
sabato 31 gennaio 2009
Il cammello cieco e la pecora zoppa
C'era una volta un cammello cieco che aveva smarrito la sua carovana. Sospirava e si lamentava, perchè la cecità gli avrebbe impedito di raggiungere i suoi compagni.
Ad un tratto si avvicino’ una pecora zoppa che aveva perduto il gregge. Sospirava e si lamentava, perchè la lentezza le avrebbe impedito di tornare all'ovile del paese prima di notte.
Passò di la' un vecchio eremita: "Smettetela di commiserarvi!"
"Il cammello potra’ caricare sulle spalle la pecorella: l'uno metterà le gambe, l'altra metterà gli occhi."
E fu così che in meno di un'ora il cammello e la pecora raggiunsero la meta desiderata. Anthony de Mello - da"Le Parabole di Anthony de Mello".
Ad un tratto si avvicino’ una pecora zoppa che aveva perduto il gregge. Sospirava e si lamentava, perchè la lentezza le avrebbe impedito di tornare all'ovile del paese prima di notte.
Passò di la' un vecchio eremita: "Smettetela di commiserarvi!"
"Il cammello potra’ caricare sulle spalle la pecorella: l'uno metterà le gambe, l'altra metterà gli occhi."
E fu così che in meno di un'ora il cammello e la pecora raggiunsero la meta desiderata. Anthony de Mello - da"Le Parabole di Anthony de Mello".
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Anthony de Mello buonanotte,
riflessioni pensieri
venerdì 23 gennaio 2009
Quando uno scrittore ti entra nel cuore
Vi è mai successo di entrare in una biblioteca, o in una libreria, e di rimanere folgorati da un libro? A me è successo, e probabilmente non sono nemmeno la prima ad essere rimasta affascinata, quasi ipnotizzata, da John Fante. Non sono la prima perchè la prefazione di" Chiedi alla polvere"è stata scritta da Charles Bukowski, che ha definito John Fante come il narratore più maledetto d'America. Ho preso tra le mani questo libro per puro caso, nella biblioteca comunale a pochi km da casa mia. Cercavo un libro un po' diverso dal solito, magari di un autore americano di nicchia...e mi sono ritrovata con "Chiedi alla polvere" aperto alla prima pagina. Mi ha investito con il suo linguaggio a tratti poetico e a tratti crudo e realistico, mi ha fatto innamorare di Arturo Bandini e di Camilla Lopez, ho seguito l'improbabile storia d'amore tra questo scrittore di origini italiane e questa cameriera messicana cocciuta ed orgogliosa quasi quanto Arturo. Ho letto questo libro innamorandomi di John Fante, delle sue imprecazioni in italiano, della sua comicità grottesca e dell'intensità dei suoi personaggi, talmente veri da essere quasi commoventi. Ho finito questo libro cercandone subito altri e leggendo"Full of life" "A ovest di Roma" "La confraternita del Chianti" e trovandoli veramente intensi. John Fante sa commuovere senza sdolcinature e sa far ridere raccontare cose banali, ma spudoratamente vere. Se passate di qui, ricordatevi di John Fante...e leggetelo, leggetelo e poi venitemi a ringraziare.
venerdì 16 gennaio 2009
Prima di tutti...

“Prima di tutti vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare”
Bertold Brecht
Questo post vuole essere supra partes. E' semplicemente un No alla guerra e ai suoi orrori, come le vittime civili.
sabato 10 gennaio 2009
Playlist
L'11 Gennaio di 10 anni fa moriva Fabrizio De Andrè. Voglio ricordarlo in questo blog, ed in questo post caricando qualche video da youtube. Chi mi conosce sa quanto io ami De Andrè e quanto di lui mi lega alla mia terra. Questo post vuole essere un piccolo omaggio a lui, e a tutti gli amanti della poesia in musica.
Ciao Fabrizio.
Ciao Fabrizio.
venerdì 19 dicembre 2008
mercoledì 19 novembre 2008
Di Facebook e del Net
All'inizio era Internet, oppure solo il net. Agli albori della civiltà in rete erano prima di tutto le chat, caratterizzate da un nick name più o meno consono alla propria personalità ( che si aveva o che si avrebbe voluto avere). Vedovo girare invitanti "sottilette filanti" che poi, nella vita fuori dallo schermo, erano seriose e impeccabili proff di matematica, pure un po' freddine. Il dentro e fuori la chat, come rappresentazione del dentro e fuori lo schermo, ha creato linghi dibattiti su un nonluogo di mezzo quasi border line in certi casi, sui luoghi virtuali. In chat principalmente si andava per il fascino insostenibile di indossare un altro nome, e in qualche modo un'altra vita, pronti ( più o meno) a incontrare il mistero e l'ignoto un po' giocando a mosca cieca, e altrettanti misteriosi nick, incontri a suon di tastiera, che poi prendevano voce via telefono, immagini in pixel e fisicità in incontri talvolta deludenti, talvolta appaganti. Poi c'è stato l'avvento dei forum prima e dei blog successivamente: quasi un passo da privatizzazione dello spazio, inteso come "mettere dei confini" non tanto su quello che si dice, ma su come si dice. I blog, seppur nella maggior parte dei casi liberissimi diari personali, hanno dato sfogo, come del resto i forum, a vene di scrittura che aspettavano di esplodere e al contempo, nei confronti del ricevente della comunicazione hanno indotto una definita cernita: si frequenta un blog se l'argomento o il modo di scrivere ci interessa, oppure se conosciamo la persona. Nel blog si sceglie maggiormente, E poi arriva face book, passando per Second life. Sto prendendo confidenza con questo sistema di comunicazione via web che credo sia venuto alla ribalta in questo ultimo mese grazie soprattutto all'Onda studentesca. In realtà seppure apparentemente è un altro luogo in cui dire al mondo che ci siamo, se osservato come tipi di moto, è il contrario della chat: in chat si andava vestiti di un nick in cerca di sconosciuti, in facebook si va in genere con nome e cognome e tanto di foto alla ricerca del passato, frugando tra amici persi di vista e compagni di scuola da ritnracciare. I movimenti sono contrari: in facebook si va verso il passato per vedere come è coniugato oggi, si va più schiettamente con alcuni dati "reali" per essere rintracciati, si va sul sicuro perchè si cerca ciò che si conosce e l'allargamento dei confini è una scelta ponderata, forse, in qualche modo difende maggiormente ma si costituiscono dei gruppi di interesse, ed è questo il lato che mi ha colpito positivamente, si perseguono delle cause quasi come in second life, ma più reali forse...In chat si gioca a essere più teatranti, si cerca ciò che non si conosce, si hanno soprese, nel bene e nel male, forse si osa di più, ma si sparano anche più grosse, tuttavia in qualche modo è uno sguardo al futuro che supera le paure dell'altro...Al di là dello scherzoso titolo, il mio intervento non ha nessuna pretesa, se non quella di dare sfogo alla mia creativa curiosità: perchè mi interessa molto l'evoluzione dei luoghi di internet...per me sono un po' le città invisibili calviniane del nuovo millennio.
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